L’euro ha tolto la possibilità ai Governi nazionali di gestire in modo significativo le loro economie e in Italia, proprio come in Grecia un paio di anni fa, le persone hanno dovuto pagare i veri costi delle erronee e concomitanti politiche di austerità.

2069559cc162edf1c8c17edda43e8f6c Durante l’ultimo decennio, il dispiegarsi delle ripetute crisi economiche in Eurolandia ha mostrato al di là di ogni dubbio che l’euro non è solo un progetto economico, ma è soprattutto un progetto politico. Oggi l’euro ci forza a ciò che la rivoluzione neoliberista degli anni ’80 e ’90 non è riuscita a realizzare.

Gli Europei vogliono veramente privarsi della propria autonomia economica, imporre salari più bassi e tagliare il benessere sociale al minimo manifestarsi di un problema economico? La crescente disuguaglianza di reddito e uno Stato federale sono cose che fanno davvero parte dei nostri sogni? Ne dubito.

La storia dovrebbe agire come deterrente. Durante gli anni ’30 le nostre economie non uscirono dalla depressione finché la follia di quel tempo il gold standard fu gettata via nella spazzatura della storia. Si spera che l’euro faccia presto la stessa fine.

Gli economisti hanno la tendenza a rimanere affascinati dalle loro teorie e dai loro modelli e dimenticano che dietro ai loro grafici e alle loro astrazioni c’è un mondo reale, con persone reali. Persone reali che devono pagare un caro prezzo a causa di dottrine e raccomandazioni fondamentalmente sbagliate.

Lars Syll/Rete MMT